Riscaldamento globale e salute: un’indagine ecologica tra i medici in formazione.

Abstract di uno studio presentato durante il Congresso Nazionale di ISDE Italia nel 2020.

Questo è l’abstract dell’articolo presentato al Congresso Nazionale di ISDE Italia – Medici per l’Ambiente nel 2020.

Introduzione

Secondo i dati forniti dalla COP21 di Parigi, l’aumento della temperatura media globale nell’ultimo secolo è stato di 0,9°C e se non si prenderanno importanti misure di riduzione delle emissioni di C02 andremo verso un aumento fino a 6,4 °C a fine secolo, con conseguenze imprevedibili. Oltre alla perturbazione causata sui cicli geo-biologici, il riscaldamento globale aggrava molte delle principali patologie umane: malattie infettive, cardio-vascolari, respiratorie e psichiatriche sono solo alcuni esempi. Come professionisti della salute è importante prendere consapevolezza del problema e combatterlo efficacemente. Non è noto però quale sia la percezione del legame salute e global warming tra la classe medica e in particolare nella fascia più giovane dei suoi membri.

Obiettivi

Abbiamo posto a giovani medici in formazione alcune domande per valutare la loro percezione dell’impatto sulla salute del riscaldamento climatico, se hanno percepito dei cambiamenti nella loro vita da esso causati e quali sono le patologie che percepiscono come correlate al global warming. Inoltre, abbiamo chiesto loro come professionisti della salute se sentissero il dovere di avvertire i propri assistiti del rischio ambientale a cui sono sottoposti, quali strategie consiglierebbero loro per ridurre l’impatto ambientale e se sentissero la necessità di approfondire maggiormente l’argomento e implementarlo nella loro pratica clinica.

Metodi

Abbiamo inviato un Google Form a medici specializzandi, di continuità assistenziale e frequentanti il corso di medicina generale. Abbiamo posto alcune domande a scelta multipla per capire la loro percezione del problema global warming e salute. 37 persone hanno risposto.

Risultati

Abbiamo riscontrato un 80% di persone che correla il riscaldamento globale con una causa antropica e che ritengono necessario un cambiamento radicale per arrestare il processo. Il 20% al contrario non ritiene veramente possibile un’inversione di rotta. Tutti gli intervistati hanno visto nel corso della loro vita dei cambiamenti legati al riscaldamento globale e circa la metà ha modificato le proprie abitudini per questo. Il 97% degli intervistati ritiene il riscaldamento globale un problema per la salute, ma non tutti sanno identificare quali patologie ne risentano maggiormente. Infatti alcune, come le infezioni, per la totalità del campione aumentano con la temperatura, ma circa la metà degli intervistati correla patologie neoplastiche e global warming, senza che vi siano chiare correlazioni dirette. È emersa una buona conoscenza sulle strategie individuali che riducono maggiormente l’impatto ambientale come usare di meno l’auto privata o la riduzione di consumo di prodotti di origine animale. Tutti gli intervistati ritengono importante avvisare i propri pazienti del rischio ambientale e il 90% vorrebbe approfondire le proprie conoscenze sul tema per propria cultura personale e per implementare in tal senso la propria attività clinica.

Conclusioni

Pur non avendo validità statistica, sembra che i giovani medici in formazione siano sensibili al tema ambiente e salute. Molti vorrebbero avere più strumenti per approfondire il tema e dedicargli maggiore importanza nella propria attività clinica. Da questa survey sembra che la classe medica sia ricettiva al problema e, se maggiormente coordinata e coinvolta, vorrebbe provare a combatterlo attivamente.

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